
12 Apr La ceramica Fuschini-Rosa di Acquapendente
All’inizio del Novecento, Domenico Fuschini fu il primo a scoprire l’antica produzione ceramica di Acquapendente. Dopo una giovinezza trascorsa a Firenze, immerso nell’ambiente artistico della città, si trasferì nel 1906 a Orvieto, dove sviluppò un crescente interesse per i manufatti medievali.
Stabilitosi definitivamente ad Acquapendente nel 1926, Fuschini divenne capo-carceriere e, durante i lavori di adeguamento del complesso penitenziale nel castello, scoprì un “pozzo da butto”. Durante le operazioni di drenaggio emersero numerosi frammenti di ceramica medievale, alcuni di rara fattura.

Spinto dal suo amore per le cose antiche, insieme al ceramista Elia Rosa, fondò ad Acquapendente una fornace dedicata alla produzione di maioliche, ispirate in particolare a stili antichi, vicino al convento di San Francesco, dotandola di moderni laboratori per la preparazione di smalti e vernici.
L’ambiente era ampio, disposto su vari livelli e accoglieva operai specializzati provenienti dai migliori centri di produzione ceramica. Le opere realizzate, che coprivano un arco cronologico dal Medioevo al Novecento, furono apprezzate e persino esportate, in particolare in Inghilterra. Tuttavia, la produzione durò solo tre anni, lasciando comunque una traccia significativa nella storia della ceramica di Acquapendente.
