La cartagloria è un affascinante elemento liturgico utilizzato dal XVI secolo durante la Messa tridentina. Si tratta di tre tabelle poste sull’altare, racchiuse in cornici eleganti: una al centro e due ai lati.

Ogni cartagloria riporta in latino le formule fisse della messa, come promemoria per il sacerdote. La cartagloria centrale, chiamata anche tabella del Canone, include le preghiere del Canone e dell’Offertorio, e spesso anche il “Gloria in excelsis Deo” – da qui il nome dell’oggetto. Quelle laterali contengono il salmo Lavabo, il Deus qui humanae substantiae, e l’inizio del Vangelo secondo Giovanni, noto come l’Ultimo Vangelo, recitato a bassa voce a fine celebrazione. Anche se oggi non vengono più utilizzate, queste tabelle ci raccontano una parte importante della tradizione liturgica.

Queste esposte in Museo sono di rame argentato e sono descritte tra gli oggetti mobili “addetti alla chiesa e sagrestia del convento di San Francesco d’Acquapendente” nell’inventario del 1811 denominato ‘Bureau d’Acquapendente’.

Le opere in foto sono di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto.