Da Castro ad Acquapendente – Il Palazzo Vescovile

Da Castro ad Acquapendente – Il Palazzo Vescovile

La realizzazione del Palazzo Vescovile è legata alla erezione della nuova diocesi di Acquapendente da parte di papa Innocenzo X Pamphilij il 13 settembre 1649, con bolla In supremo Militantis Ecclesiae, in seguito alla distruzione della città di Castro, sede della diocesi e appartenente alla famiglia Farnese.

Nel XII secolo, i Farnese erano conosciuti come i domicelli Tuscanienses, possedendo alcuni piccoli feudi nel territorio della diocesi di Tuscania. Ad Orvieto, i membri della famiglia venivano chiamati signori “de Farneto”, e la loro presenza è ampiamente documentata.

Il primo Farnese di cui si ha notizia storica è Pietro, che nel 984 ricopriva l’importante carica di console di Orvieto.

La famiglia Farnese tornò a farsi sentire nella Tuscia nel 1319. In quell’anno, presero possesso dei territori di Farnese e di Ischia di Castro, giurando cieca obbedienza ai difensori del Patrimonio di San Pietro. In segno di gratitudine per l’aiuto militare ricevuto, il cardinale Egidio Albornoz, su ordine del Pontefice, concesse loro il territorio di Valentano.

Nel Quattrocento, il potere dei Farnese crebbe notevolmente. I loro domini si estesero fino a comprendere la sponda occidentale del lago di Bolsena, incluse le due isole (Martana e Bisentina), e si allungarono tra i Colli Vulsini e il Tirreno, fino al feudo di Montalto.

Alla morte di Ranuccio il Vecchio, la politica di avvicinamento della famiglia alla corte papale non si fermò. Grazie al matrimonio tra Pier Luigi, figlio di Ranuccio, e Giovannella Caetani, figlia di Onorato, signore di Sermoneta, i Farnese si imparentarono con una discendente di papa Bonifacio VIII, entrando così nella cerchia della nobiltà romana. Dalla loro unione nacquero quattro figli: Angelo, Alessandro, Girolama e Giulia.

Giulia, detta “la Bella” (1475–1524), sposò nel 1489 Orsino Orsini, figlio della cugina del papa Alessandro VI, Adriana de Mila. Divenne l’amante favorita del papa e grande amica della figlia, Lucrezia Borgia.

Alessandro (1468–1549), invece, intraprese la carriera ecclesiastica, venendo nominato cardinale da papa Alessandro VI e, nel 1534, eletto papa con il nome di Paolo III.

Il declino del Ducato iniziò con il duca Ranuccio I (1569-1622), che iniziò a indebitarsi notevolmente. Nel 1641, approfittando del declino della città, la famiglia Barberini, capeggiata dal papa Urbano VIII Barberini, progettò di conquistare e confiscare la città ai Farnese. Lo scontro sfociò nelle due Guerre di Castro, che portarono prima all’esilio della famiglia Barberini da Roma, poi alla completa distruzione della città di Castro, da parte del nuovo papa Innocenzo X, nel 1649. I Farnese non riuscirono mai più a riprendere Castro, e la città non fu mai più ricostruita.

Questa fu la rovina dei Farnese e l’ascesa di Acquapendente le cui confratentite, dopo l’istituzione della nuova diocesi, l’antica basilica del Santo Sepolcro era stata elevata a cattedrale e in attesa dell’arrivo del protovescovo – l’arcivescovo di Ragusa Pompeo Mignucci – , acquistarono il palazzo rinascimentale di proprietà della famiglia Oliva per adibirlo a residenza vescovile.

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