Catino con scena cavalleresca

Catino degli innamorati Acquapendente

Catino con scena cavalleresca

Ceramica dipinta, metà XIV secolo

Questo catino racconta una storia dal sapore medievale, sospesa tra corteggiamento e simbolo. La scena raffigura un dialogo amoroso tra un cavaliere e una dama, accompagnato da un’iscrizione che rende l’immagine ancora più viva.

Si leggono infatti le parole dell’uomo:
“Tolle questa frasca p(er) mio amore”,
alle quali la dama risponde:
“Voleti direto p(er) testo serpente”.

Il cavaliere offre un dono floreale, gesto tipico dell’amor cortese, ma la dama elude l’invito e lo ammonisce, invitandolo a guardarsi dal serpente alle sue spalle.

Il manufatto, in frammenti ricomposti, è databile alla metà del XIV secolo. 

Simboli e significati

La scena è ricca di dettagli: gli abiti dei protagonisti, l’ambientazione naturalistica, la presenza di animali che rimandano alla cultura simbolica medievale. Il serpente, accanto al cavaliere, richiama il peccato e la lussuria; il pavone, vicino alla dama, allude alla bellezza e alla castità.

Non si tratta quindi di una semplice scena galante. L’immagine sembra suggerire un confronto tra desiderio e virtù, tra offerta e rifiuto, secondo un linguaggio figurativo tipico del Trecento.

Non è nota l’origine precisa del testo inciso. Potrebbe derivare da un poema cavalleresco o da una tradizione legata ai temi dell’amore e delle nozze.

Ritrovamento e conservazione

Il manufatto, databile alla metà del XIV secolo, è giunto fino a noi in frammenti successivamente ricomposti. Fu rinvenuto nel 1995 durante una campagna di scavo nei locali interrati dell’ex convento di Sant’Agostino.

Oggi è conservato ed esposto nella sezione dedicata alle ceramiche alto medievali e rappresenta uno dei capolavori della collezione ceramica del Museo della Città, testimonianza di un’epoca in cui parola e immagine dialogavano sulla superficie di un oggetto d’uso.