Ceramica da fuoco

Ceramica da fuoco

Le pignatte da fuoco (ceramica da fuoco) erano tra gli oggetti più comuni nelle cucine del XIII secolo. Utilizzate quotidianamente per la preparazione dei cibi, venivano poste direttamente sulle braci o sul fuoco vivo, motivo per cui gli esemplari rinvenuti durante gli scavi di Sant’Agostino presentano spesso evidenti tracce di annerimento sulla superficie esterna.

A differenza di altre ceramiche destinate alla mensa o all’esposizione, queste pentole erano prive di decorazioni. La loro funzione era esclusivamente pratica: dovevano resistere alle alte temperature, essere robuste e facili da maneggiare. Per questo motivo venivano realizzate in ceramica acroma, senza rivestimenti o ornamenti che ne aumentassero il costo o ne compromettessero la funzionalità.

Per molti secoli la ceramica rimase il materiale principale per la cottura degli alimenti. Solo a partire dal XVIII secolo iniziarono a diffondersi pentole realizzate in metallo, spesso in rame o argento, oggetti costosi destinati alle cucine delle famiglie più ricche e delle corti nobiliari.

Le semplici pignatte medievali raccontano quindi una quotidianità fatta di gesti essenziali e rappresentano una preziosa testimonianza della vita domestica nel Medioevo.