Le Ceramiche arcaiche

Le Ceramiche arcaiche

Tra la seconda metà del XIII secolo e i primi decenni del XV secolo, Acquapendente fu uno dei più importanti centri di produzione ceramica dell’Alto Lazio. Nelle botteghe cittadine prendevano forma boccali, brocche, catini e altri manufatti destinati alla vita quotidiana, ma realizzati con una qualità decorativa che ancora oggi sorprende per eleganza e originalità.

La sezione dedicata alle ceramiche arcaiche del Museo della Città Civico e Diocesano conserva 187 reperti che raccontano questa straordinaria tradizione artigianale. Si tratta di una delle raccolte più significative del territorio viterbese, capace di documentare l’evoluzione della produzione locale e i rapporti che Acquapendente intratteneva con i vicini centri dell’Umbria e della Toscana, in un territorio attraversato da mercanti, pellegrini e scambi culturali.

quando bastavano due colori

Una delle caratteristiche più sorprendenti di questa produzione è la sua essenzialità. Gli artigiani decoravano i manufatti utilizzando quasi esclusivamente due pigmenti: il verde rame e il manganese. Con una tavolozza così limitata riuscivano però a creare un linguaggio figurativo ricchissimo.

Sulle superfici compaiono iscrizioni in caratteri gotici, motivi floreali, simboli religiosi, stemmi araldici e decorazioni geometriche, ma anche immagini decisamente insolite. Tra i reperti si possono osservare cavalieri intenti ad affrontarsi in duello, animali reali e creature fantastiche appartenenti al bestiario medievale, insieme a scene narrative il cui significato continua ancora oggi a suscitare domande e interpretazioni.

Queste decorazioni raccontano molto più del gusto artistico dell’epoca: restituiscono uno spaccato dell’immaginario medievale, dove fede, vita quotidiana, cavalleria e simbolismo convivevano naturalmente sugli oggetti utilizzati ogni giorno.

curiosità sulle ceramiche arcaiche di acquapendente

Una scoperta che ha restituito un patrimonio alla città

La collezione esposta proviene dalla campagna di scavo archeologico condotta nel 1995 nei sotterranei dell’ex complesso agostiniano grazie all’impegno dell’Archeoclub d’Italia – Sezione di Acquapendente e dei suoi volontari.

Il ritrovamento ha restituito un patrimonio eccezionale non solo per quantità, ma soprattutto per lo stato di conservazione dei reperti. Molti manufatti sono infatti giunti fino a noi quasi integri, permettendo di apprezzarne forme, decorazioni e dettagli con una chiarezza rara per oggetti rimasti sottoterra per oltre sette secoli.

Il video che segue accompagna il visitatore alla scoperta di questa sezione, offrendo una lettura visiva dei materiali esposti e del loro contesto storico, contribuendo a comprendere il valore archeologico e culturale della raccolta.

Uno sguardo sulla vita medievale

Osservare queste ceramiche significa entrare nella quotidianità dell’Acquapendente medievale. Ogni boccale, ogni brocca e ogni catino raccontano gesti semplici, tradizioni, tecniche artigianali e immagini che accompagnavano la vita di tutti i giorni.

Il valore della collezione non risiede soltanto nella bellezza dei manufatti, ma nella loro capacità di far dialogare il presente con il passato. Dietro ogni decorazione si intravede la mano dell’artigiano che l’ha realizzata, il gusto della sua epoca e il desiderio di trasformare un oggetto comune in qualcosa destinato a durare nel tempo.

Originariamente, questi reperti erano esposti nella Torre Julia de Jacopo, un maniero medievale antica porta della Città di Acquapendente. Istituito nel 2000, il museo è inserito nell’elenco dell’Organizzazione Museale Regionale (O.M.R.).