
21 Nov La Chiesa di Sant’Antonio Abate e Santa Caterina
Percorrendo via Roma, proprio dietro la Chiesa di Sant’Agostino, si incontra la Chiesa di Sant’Antonio Abate e Santa Caterina, un luogo che unisce storia, arte e spiritualità. La sua facciata, realizzata oltre un secolo fa su progetto dell’architetto Guglielmo Meluzzi, riprende con eleganza i motivi plastici del piano terra del campanile della vicina Sant’Agostino, creando un legame armonioso tra le due strutture.

L’altare maggiore e l’affresco nell’abside
All’interno, l’altare maggiore è arricchito da raffinati graffiti eseguiti dall’artista locale Mario Vinci, mentre la decorazione del catino absidale e delle volte è stata completata nel 1965 da un altro aquesiano, Ennio Luzzi. Sopra l’altare maggiore, nell’abside, troviamo uno straordinario affresco che cattura lo sguardo.
L’immagine rappresenta al centro una nicchia che ospitava la statua lignea di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali, raffigurato con i suoi simboli tradizionali. Alla sinistra dell’affresco, compare la figura di Santa Caterina d’Alessandria, con la sua iconica ruota, simbolo del martirio, mentre sulla destra si trova di nuovo Sant’Antonio Abate, conferendo all’opera una forte connotazione devozionale.

La Cappella di San Rocco
Spostandoci sulla parete destra, troviamo la Cappella di San Rocco, realizzata nel 1890 e parte integrante della chiesa. Qui, sopra l’altare, è collocata la statua lignea di San Rocco, proveniente dall’antico lazzaretto di Acquapendente. Il santo, protettore contro le pestilenze, è rappresentato con i suoi tipici attributi: il cane e il bastone da pellegrino, a simboleggiare il suo legame con i viaggi e la carità verso i malati.
Questa cappella occupa parte dell’atrio della sacrestia, costruita tra il 1890 e il 1893 per volontà di Monsignor Angelo Gessi, a testimonianza del profondo legame della chiesa con la comunità e le sue necessità spirituali.

Un invito ad approfondire
La Chiesa di Sant’Antonio Abate e Santa Caterina è un piccolo gioiello che conserva al suo interno l’opera e l’ingegno di artisti e restauratori locali, come Mario Vinci, Ennio Luzzi e Guglielmo Meluzzi, il cui contributo ha arricchito questo luogo di culto.
Non perdete l’occasione di scoprire di più sugli approfondimenti dedicati agli artisti e agli artigiani che hanno lasciato il loro segno, e lasciatevi ispirare da questa straordinaria testimonianza della storia e della fede di Acquapendente.
