Cosa sono i sughi d’erba

Cosa sono i sughi d’erba

Filippo Germisoni, autore dell’opera La Madonna col Bambino esposta al Museo, fu anche uno specialista della pittura dei “sughi d’erba” di cui quasi nulla però sopravvive se non due magnifici sughi d’erba a Frascati (di cui purtroppo non abbiamo materiale fotografico).

Sapete cos’è un “Sugo o succo d’erba”?

Il succo d’erba nasce come alternativa all’arazzo: il disegno del cartone preparatorio non viene tessuto, ma “dipinto” facendo assorbire alla tela ( spesso un cannellato di seta) diversi pigmenti vegetali, il risultato è una resa pittorica simile all’acquarello che fu molto di moda durante il XVIII secolo.
I pigmenti naturali venivano diluiti con allume e succo di limone, elementi che avevano la funzione di fissativi e che garantivano la vividezza e la luminosità dei colori.

Il disegno preparatorio veniva impresso sulla tela praticando forellini sul cartone e poi spolverandoli di nerofumo, in questo modo il pigmento nero si poggiava sulla tela seguendo le linee del disegno.

Il colore veniva steso più e più volte il modo che il tessuto assorbisse completamente il pigmento; le materie prime dal quale si ricava il colore erano le più disparate, guado, mallo di noce, zafferano ( il colore ricavato era lo zaffrone), un ingrediente ricorrente era il sugo di cavolo: una purea di foglie di cavolo alla base di moltissime tinte fredde.

Il processo di produzione di un arazzo era molto complicato e costoso soprattutto tra il XVI e il XVII secolo quando la tela di lana viene sostituita dalla tela di seta e vengono aggiunti tra i filati l’argento e l’oro, il prodotto finale era una tela costosissima che oltre a decorare, isolava termicamente e acusticamente gli ambienti.

I succhi d’erba in alcuni casi sono stati usati come arazzi “sostitutivi”: gli arazzi, dato il loro costo altissimo venivano usati durante le occasioni più importanti, mentre nella quotidianità il succo d’erba che riportava lo stesso motivo figurativo dell’arazzo, prendeva posto nelle pareti delle case del ceto più benestante.

In foto: Arazzo su cartone di Rubens, Museo Diocesano di Ancona (fonte: Wikipedia)