23 Set La Cripta del Santo Sepolcro è Monumento Nazionale
Il 30 giugno 1894 l’Arciprete parroco dell’epoca Mons. Alessandro Vidau inoltrava al ministero della Pubblica Istruzione un esposto nel quale si faceva richiesta che la cripta della cattedrale, insigne opera di arte romanica, venisse considerata come monumento nazionale.La segnalazione del parroco ebbe sollecito e felice risultato. Dopo pochi mesi il sindaco di Acquapendente Sig. Nazareno Costantini comunicava che la Giunta Superiore delle Belle Arti aveva dichiarato (il 12/12/1894) che la cripta era da considerarsi monumento nazionale.
La cripta del S. Sepolcro costituisce, per il gioco di colonne ed archi e per la sua antica origine ( metà del XII secolo), uno degli esempi più caratteristici ed importanti di cripte romaniche in Italia. Occupa lo spazio sottostante il transetto e l’abside della omonima cattedrale; le 24 colonne che la costituiscono suddividono la pianta in nove piccole navate, coperte da volte a crociera costolonate, che formano una caratteristica “T”.
Le decorazioni dei capitelli sono dominate da figure zoomorfe che si alternano con grandi varietà di soggetti e forme tra le quali uccelli, composizioni vegetali, teste di ariete. Al centro della cripta, una doppia scalinata, scavata nella pietra, permette di raggiungere il sacello a forma di piramide rettangolare, riproducente il S. Sepolcro di Gerusalemme, con la presenza nel tabernacolo interno, di pietre incastonate che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta una iscrizione latina posta nel muro davanti all’apertura del sacello.
