
23 Set Dalla mappa al paesaggio
Come cambia il nostro modo di orientarci quando passiamo dalla carta al navigatore? E cosa rischiamo di non vedere quando il percorso sullo schermo diventa più importante del paesaggio che abbiamo davanti?
Sarà questo uno dei temi al centro del quinto incontro del ciclo dedicato ai cammini, che metterà in dialogo Silvio Piorigo e Filippo Belisario in un percorso che parte dalla storia della cartografia e arriva al tratto aquesiano della Via Francigena.

Dalla carta al digitale
Come è cambiato il nostro modo di orientarci? Per secoli una mappa è stata uno strumento da osservare, interpretare e comprendere prima ancora di mettersi in cammino. Oggi, grazie al GPS, possiamo seguire una traccia sullo smartphone e sapere in ogni momento dove ci troviamo.
Ma cosa cambia nell’esperienza del camminatore quando la carta lascia il posto allo schermo?
Sarà questo il punto di partenza dell’intervento di Silvio Piorigo, L’evoluzione del guardare: dalla carta al digitale, dedicato alla storia della cartografia, dalle mappe antiche alle carte topografiche moderne.
La mappa non sarà considerata soltanto come uno strumento per trovare la strada, ma anche come un modo per raccontare il territorio: attraverso ciò che viene rappresentato, ciò che viene misurato e il modo in cui uno spazio viene conosciuto e interpretato.

Il GPS: sicurezza o nuovo modo di guardare?
Il passaggio dalla carta al navigatore ha reso il cammino più semplice e, in molti casi, più sicuro. La traccia GPS permette di verificare il percorso con precisione e di intervenire rapidamente in caso di errore.
Ma affidarsi continuamente allo schermo può anche modificare il rapporto con ciò che abbiamo intorno. Durante l’incontro si rifletterà quindi sul rischio di una sorta di “amnesia spaziale”: seguire una linea senza costruire una vera conoscenza del percorso e del territorio attraversato.
L’idea proposta da Piorigo è quella di utilizzare la tecnologia come una “rete di salvataggio silenziosa”: studiare la mappa prima di partire, conoscere il percorso e utilizzare il GPS soprattutto come supporto, senza lasciare che diventi un paraocchi.
Perché camminare significa anche alzare lo sguardo, fermarsi, osservare e costruire progressivamente una propria mappa mentale del luogo.

Sulle tracce del paesaggio della Francigena
La riflessione passerà quindi dalla rappresentazione del territorio alla sua osservazione diretta con Filippo Belisario e il suo intervento Sulle tracce del paesaggio: il tratto aquesiano della Francigena.
Il tratto della Via Francigena attorno ad Acquapendente sarà letto attraverso gli elementi che il pellegrino incontra lungo il percorso e che rischiano di sfuggire quando l’attenzione è concentrata sullo smartphone.
Flora e fauna, elementi geologici, architettura rurale, testimonianze storiche e vedute caratteristiche diventano così altrettanti indizi per comprendere il paesaggio.
L’invito è semplice: alzare lo sguardo dallo schermo e lasciare che sia il territorio a raccontarsi.
Una mappa non basta per conoscere un territorio
I due interventi affrontano lo stesso tema da prospettive diverse: da una parte gli strumenti con cui rappresentiamo e attraversiamo lo spazio, dall’altra ciò che possiamo realmente vedere e riconoscere mentre camminiamo.
La carta aiuta a comprendere il percorso. Il GPS può accompagnarci e aumentare la sicurezza. Ma è l’osservazione a permetterci di entrare davvero in relazione con il paesaggio.
Il cammino diventa così un esercizio di orientamento, ma anche di attenzione: sapere dove andare senza dimenticare di guardare dove siamo.
La giornata si concluderà con una tavola rotonda e un momento di confronto con il pubblico, le guide escursionistiche e i camminatori, per condividere esperienze, domande e diversi modi di vivere i percorsi.

Il museo come luogo di incontro e narrazione
Gli incontri della rassegna trovano nel cortile interno del Museo, trasformato in uno spazio verde, una nuova cornice per accogliere il pubblico. Un luogo normalmente non destinato alla visita diventa così uno spazio di incontro, ascolto e confronto, nel quale il tema dei cammini può essere raccontato in un ambiente informale e suggestivo.
L’apertura del giardino amplia gli spazi del museo e ne rafforza la funzione di luogo vivo, capace di intrecciare patrimonio, territorio e comunità attraverso nuovi modi di vivere e condividere la cultura.

I Cammini. Paesaggio, Esperienza, Trasformazione
L’appuntamento fa parte della rassegna “I Cammini. Paesaggio, Esperienza, Trasformazione”, promossa dal Museo della Città Civico e Diocesano di Acquapendente, in collaborazione con Cammini d’Italia e la Cooperativa Monte Meru.
La rassegna propone diversi punti di vista sul mondo dei cammini storici e contemporanei, dalle grandi vie di pellegrinaggio agli itinerari culturali, attraverso incontri dedicati alla storia, al paesaggio, alla spiritualità, alla cultura e alle nuove forme di esperienza del territorio.
L’ingresso è gratuito.
Per informazioni e prenotazioni: 388 8568841.
Progetto realizzato con il sostegno della Regione Lazio per Biblioteche, Musei e Archivi – Piano annuale 2025, L.R. 24/2019.
