DEPOSIZIONE DI CRISTO

DEPOSIZIONE DI CRISTO

Anonimo fiammingo romanista – Deposizione di Cristo, XVI secolo (ultimo quarto), olio su tela

La più antica menzione dell’opera, appartenuta ai frati francescani di Acquapendente che la custodivano nel convento, risale all’inventario del 1892 anticamente collocato nell’Archivio del convento francescano (oggi presso l’Archivio del Fondo per il Culto) e titolato “Oggetti demaniali della Chiesa di Santa Maria in Acquapendente”. L’opera era già nota allo Zeri che l’aveva associata alla Deposizione di Marcello Venusti conservata all’Accademia di San Luca , di cui questa di Acquapendente è una copia, collocando l’anonimo artista in un ambiente romano; quest’ipotesi è stata in larga parte condivisa dalla letteratura seguente a partire da Egidia Coda.

La rigidità nell’esecuzione delle figure unita ad un uso preponderante per le tinte squillanti e ad uno spiccato senso per il caricaturale, ci fanno propendere più per un pittore di cultura fiamminga che italiana, sebbene egli deve essere entrato certamente in contatto con l’ambiente romano. Un fiammingo romanista, dunque, che operò nell’ultimo scorcio del XVI secolo e che venne fortemente suggestionato dalla cultura michelangiolesca, ma con uno stile che si avvicina più a Daniele da Volterra che a Marcello Venusti.

 

“I dipinti del Museo della città di Acquapendente”, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, Antiquares 2021, pp. 22-23.24-25

Opera proveniente dal Convento di San Francesco di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di Culto.