
16 Lug Estasi di San Francesco
L’Estasi di San Francesco: un opera devota e drammatica
Questa opera didascalica e devozionale sembra essere attribuibile a uno stretto collaboratore di Francesco Nasini. Le prime tracce archivistiche risalgono al 1868, quando il dipinto è registrato nella chiesa di San Francesco, all’altezza del primo altare a sinistra, dedicato proprio al poverello di Assisi.
Il dipinto, un esempio molto significativo, rappresenta il dramma sacro in maniera esasperata e non consolatoria. Le forme, caratterizzate da colori terrosi e poco luminosi, sono avvolte in un’ombra profonda. La scena raffigura l’episodio dell’estasi di San Francesco, avvenuta sul monte della Verna, come descritto nei testi di San Bonaventura.
Secondo le agiografie, San Francesco, dopo 40 giorni di digiuno, ebbe la visione di un Serafino crocifisso. A seguito di questa apparizione, le stigmate comparvero sulle sue mani, visibili anche nel dipinto. San Francesco è rappresentato con gli occhi socchiusi, come rapito dalla visione angelica, e una lacrima scorre sul suo viso, testimoniando la profondità della sua esperienza spirituale.
Opera proveniente dalla Chiesa di San Francesco di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto
