La fiera delle campanelle tra storie e leggende sulla sua origine

La fiera delle campanelle tra storie e leggende sulla sua origine

La Fiera delle Campanelle: tra storia e tradizione

Questa fiera apre simbolicamente l’anno delle manifestazioni ad Acquapendente. Si svolge la prima Domenica dopo Pasqua e affonda le sue radici in una tradizione antica, legata al passaggio dei pellegrini lungo la Via Francigena e alla vocazione commerciale della città.

Secondo la tradizione locale, già intorno all’anno Mille Acquapendente rappresentava una tappa significativa per viandanti diretti a Roma o di ritorno dalla Terra Santa. Nobili, pellegrini e mercanti sostavano qui per riposare, attendere i compagni di viaggio e riorganizzare il percorso verso la Città Eterna. La presenza di queste comitive favoriva lo scambio di merci: tappeti, tessuti, oggetti di oreficeria e manufatti provenienti dall’Oriente trovavano spazio in un mercato spontaneo che animava le aree esterne alle porte cittadine.

Le prime presenze si concentravano nei pressi delle antiche porte urbiche, dove i viandanti stabilivano accampamenti temporanei. L’area oggi occupata da Piazza del Duomo, allora profondamente diversa nella sua conformazione, divenne nel tempo uno spazio centrale per incontri, contrattazioni e scambi.

Quella che vedete in foto è invece la Piazza Girolamo Fabrizio, già “Piazza Vittorio Emanuele”.

Le campanelle e il loro significato

Le campanelle, che hanno dato il nome alla fiera, erano oggetti di uso quotidiano legati al mondo animale e agricolo. Venivano appesi al collo degli animali da soma e, in particolare, al toro che guidava il lavoro nei campi o conduceva la mandria durante il pascolo. Il loro suono aveva una funzione pratica: richiamare e orientare gli altri animali, segnalare la posizione dell’animale guida e mantenere compatto il gruppo.

Con il tempo, la campanella è diventata simbolo stesso della fiera: da strumento funzionale a oggetto decorativo, spesso arricchito da colori e motivi ornamentali, fino a trasformarsi in elemento identitario della manifestazione.

Oggi la Fiera dei Campanelli mantiene la sua doppia anima di mercato e tradizione, ma con una fisionomia rinnovata. Non sono più presenti mezzi agricoli in esposizione: la fiera si caratterizza soprattutto per la presenza di prodotti artigianali, tra cui spiccano le campanelle realizzate in diversi materiali e, in modo particolare, in ceramica decorata.

Se in origine le campane destinate agli animali erano in metallo, scelto per la sua resistenza e funzionalità nel lavoro nei campi, nel tempo la tradizione locale ha intrecciato questo oggetto con una delle vocazioni storiche di Acquapendente: la ceramica.

La lunga esperienza artigianale del territorio ha trasformato la campanella da strumento agricolo a manufatto decorativo, unendo il mondo rurale e quello artistico in un unico simbolo identitario.

La città vanta infatti una lunga tradizione legata alla produzione ceramica, documentata anche nei secoli passati e oggi valorizzata dal Museo della Città, dove è conservata una vasta e significativa collezione di campanelle. Qui è possibile osservare l’evoluzione di questo oggetto, dalla funzione pratica legata all’agricoltura fino alla trasformazione in manufatto artistico.

Le campanelle esposte al Museo sono oggi spesso riccamente decorate, realizzate in varie dimensioni e fogge da artigiani esperti che uniscono tecniche tradizionali e sensibilità contemporanea. Così il suono che un tempo guidava il lavoro nei campi diventa memoria, identità e gesto creativo.