
27 Ott Guglielmo Meluzzi
Nato a Rimini, Guglielmo Meluzzi fu guidato dal padre, capomastro Onofrio Meluzzi, negli studi di architettura. La sua carriera professionale si sviluppò tra le fila dell’esercito pontificio, dove ricoprì il ruolo di caporale del Genio Militare.
Negli anni ’50 del XIX secolo, la sua carriera militare lo portò a Roma, dove, a poco più di trent’anni, si unì alla fervente attività di modernizzazione urbana avviata da Pio IX. In questo contesto, Meluzzi realizzò vari progetti, tra cui quelli per il Rione Monti e la Cavallerizza dell’Arsenale di Belvedere.
Con la caduta dello Stato Pontificio, Meluzzi iniziò la sua carriera come libero professionista.
Dopo il 1870, si stabilì ad Acquapendente, dove ricevette l’incarico dalle autorità municipali di ideare un ampio progetto di ammodernamento della città. Oggi, le vie del centro mostrano ancora l’impatto del suo lavoro: quasi ogni scorcio presenta un intervento meluzziano, che può essere un edificio pubblico, la ristrutturazione di una chiesa o una pavimentazione stradale.
Il suo stile architettonico è caratterizzato da un linguaggio tradizionale e accademico, ispirato da elementi della grande stagione tosco-romana cinquecentesca e dall’opera contemporanea di Virgilio Vespignani.
Il piano di ricostruzione delle architetture di pubblica utilità ad Acquapendente assumeva contorni ben definiti, rispondendo a esigenze urgenti, come dimostra l’immediata attuazione delle opere dopo il settembre 1870. Meluzzi si dedicò in particolare a progetti fondamentali per la comunità, tra cui:
– I lavatoi pubblici e la purificazione delle acque potabili (1871), opere cruciali per il miglioramento delle condizioni igieniche.
– Il cimitero (1873), che rispondeva alla necessità di un’adeguata sepoltura per la popolazione.
– Il carcere mandamentale, ricavato dalla chiesa di S. Michele Arcangelo (1873), una trasformazione significativa per il sistema penale locale.
– Il Palazzo Municipale (1877), un’importante realizzazione per le funzioni amministrative della città.
Questi interventi iniziarono con la costruzione del nuovo cimitero e delle carceri mandamentali, opere fortemente volute dalle autorità provinciali, motivate da necessità socio-sanitarie. Meluzzi lasciò così un segno indelebile ad Acquapendente, trasformando il volto della città attraverso un’architettura che rispondeva alle esigenze della comunità.
