Deposizione di Cristo

Deposizione di Cristo

La più antica menzione dell’opera, appartenuta ai frati francescani di Acquapendente che la custodivano nel convento, risale all’inventario del 1892 anticamente collocato nell’Archivio del convento francescano (oggi presso l’Archivio del Fondo per il Culto) e titolato “Oggetti demaniali della Chiesa di Santa Maria in Acquapendente” (E. Coda, Nel Lazio, I, p. 115). L’opera era già nota allo Zeri che l’aveva associata alla Deposizione di Marcello Venusti conservata all’Accademia di San Luca (n. inv. 0742), di cui questa di Acquapendente è una copia, collocando l’anonimo artista in un ambiente romano; quest’ipotesi è stata in larga parte condivisa dalla letteratura seguente a partire da Egidia Coda (Nel Lazio, I, p. 115).