La detenzione e la penitenza-Le carceri vescovili

La detenzione e la penitenza-Le carceri vescovili

carceri

Si abbassa la testa per entrare alle carceri vescovili, e soltanto ora lo si fa solo per il chiaro pericolo di sbatterla.

Quando all’epoca a varcare la soglia erano i detenuti, il loro dover chinare la testa stava già a significare la nuova condizione di detenuto e penitente per il reato commesso.

Tre piccole e anguste stanze lo attendevano in attesa di sentenza, la centrale riservata a chi non avrebbe più visto la luce o respirato aria, forse anche per questo senza finestre o spiragli, preannunciando così la triste sorte.

I muri ci raccontano il passato di questo luogo angusto, graffiti, disegni, simboli e scritte, alle quali non si rimane indifferenti, ma che soprattutto sono fonte e testimonianza di ciò che avveniva e di come ci si sentiva una volta reclusi li sotto.

Entrando nell’ultima cella, la più ricca di questi dettagli. capiamo proprio grazie alla presenza di numerose frasi scritte, di come ospitasse con molta probabilità eretici e adulteri. Numerose storie e tanta umanità trapelano da questi muri, vi invitiamo dunque a scoprirla insieme a noi.