
09 Set La pala di Girolamo di Benvenuto di Acquapendente
Tra malaffare, falsari e linguaggi in codice
19 settembre 2026 | ore 17.00
Un appuntamento di approfondimento dedicato a uno dei capolavori più importanti conservati nelle collezioni del Museo della Città: la pala di Girolamo di Benvenuto del Guasta, un’opera che porta con sé una storia complessa, fatta di spostamenti, attribuzioni, smembramenti e ricerche ancora in corso.
Una storia che oggi, grazie a nuove indagini archivistiche del direttore del Museo, potrebbe finalmente permetterci di ricostruire con maggiore precisione l’aspetto originario di uno dei più importanti polittici realizzati per Acquapendente.

Una ricerca che parte dagli archivi
Per lungo tempo abbiamo studiato questa opera cercando di ricomporre, attraverso documenti e testimonianze, la storia di un capolavoro oggi diviso tra istituzioni museali lontane.
La ricerca è partita dagli archivi e ha portato a scandagliare numerose fonti documentarie: dall’Archivio Diocesano di Acquapendente all’Archivio di Stato di Roma, dall’archivio degli Agostiniani di Viterbo fino alla documentazione del Fondo Edifici per il Culto di Roma.
Un lavoro paziente, fatto di documenti da confrontare, informazioni da verificare e tracce da seguire.
E proprio questa ricerca sta portando a nuovi elementi che potrebbero consentire di comprendere come fosse composta in origine la pala d’altare.
Una questione che aveva già messo alla prova l’intuito di uno dei più grandi conoscitori della storia dell’arte italiana, Federico Zeri, che nel 1951 restituì l’opera a Girolamo di Benvenuto di Giovanni del Guasta, dopo che era stata attribuita al padre, Benvenuto di Giovanni.
Il lavoro non è ancora concluso. Ma siamo vicini a una nuova ricostruzione.
Il 19 settembre il direttore del Museo, Andrea Alessi, presenterà al pubblico gli esiti della ricerca e le nuove prospettive di studio attorno a questa straordinaria opera.
Un capolavoro nato ad Acquapendente, oggi disperso nel mondo
La tavola conservata nel Palazzo Vescovile rappresenta Cristo in Pietà tra gli Angeli, databile intorno al 1505.


In origine l’opera si trovava sull’altare maggiore della chiesa di Sant’Agostino ad Acquapendente e faceva parte di un monumentale polittico, delle dimensioni complessive di circa 237 × 340 cm.
Il polittico è stato successivamente smembrato e le sue parti hanno preso strade diverse.
La grande tavola inferiore, raffigurante La Madonna in trono con il Bambino tra Santa Monica, San Giovanni Evangelista, Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino, è oggi conservata negli Harvard Art Museums, Fogg Museum di Cambridge, Massachusetts.
La lunetta con il Cristo in Pietà, invece, è rimasta ad Acquapendente ed è entrata nelle collezioni del Museo già nel 1972, trovando la sua sede nel Palazzo Vescovile.
Ricostruire la storia di quest’opera significa dunque anche ricomporre idealmente un patrimonio che il tempo e le vicende del collezionismo hanno disperso.
19 settembre: una nuova pagina della ricerca
La storia della pala di Girolamo di Benvenuto non è ancora tutta scritta.
Documenti, confronti e nuove interpretazioni stanno permettendo di guardare quest’opera da una prospettiva diversa, cercando di ricostruire non soltanto la sua vicenda conservativa, ma anche il contesto nel quale nacque e l’originaria configurazione del polittico.
Il 19 settembre alle ore 17.00, al Museo della Città, il direttore Andrea Alessi accompagnerà il pubblico dentro questa ricerca, raccontando gli studi condotti negli archivi e gli elementi emersi dalle nuove indagini.
Un appuntamento che vuole essere un primo momento di condivisione di una ricerca ancora in corso, in attesa dei prossimi sviluppi e di una più ampia giornata di studi dedicata a questo straordinario capolavoro.
Evento realizzato con il contributo della Regione Lazio – L.R. 24/2019 – annualità 2025
