La prima pergamena che parla di Trevinano

La prima pergamena che parla di Trevinano

Nel folto delle pieghe del tempo, l’antico nome di “TRIVINANO” si materializza in un prezioso frammento di storia, un pergamena risalente a gennaio 1073, gelosamente custodita nell’Archivio di Stato di Siena, tra le pagine del codice Diplomatico Amiatino. L’antica pergamena racconta un atto di donazione intriso di mistero e legato a un personaggio enigmatico, Amanzio, che, con un gesto imponente, cede tutti i suoi beni al Monastero del SS. Salvatore sul Monte Amiata. Un giudice di nome Rallando, nella solennità delle pietre del Castello di Trevinano, fu il maestro di questa scrittura.

L’eco di questa antica donazione, incisa in un momento in cui la penna danzava con la serietà dei propositi, giunge come un sussurro attraverso i secoli. Il documento, nato sotto la protezione del Castello de Trivinano, non rivelando il suo scopo originario, cela nell’inchiostro antico i segreti di un luogo che già all’epoca si ergeva fiorente. I contorni sfocati del suo passato suggeriscono che Trevinano fosse già una realtà vigorosa nel 1073, forse nata intorno all’anno mille o anche prima. Un baluardo imponente a protezione della via Francigena o un rifugio per quei viandanti in cerca di riposo. Il castello, padrone delle valli del fiume Paglia e del Monte Rufeno, emerge come un avamposto fermo e sicuro, un guardiano del territorio di Orvieto.

 

FONTE FOTO E TESTO (rivisitato dalla redazione del Museo): https://www.castelloboncompagniludovisi.it/storia_del_castello_di_trevinano.htm