
28 Dic la Visione di Sant’Antonio
Visione di Sant’Antonio in preghiera
Questa immagine raffigura Sant’Antonio inginocchiato in preghiera, rappresentato con il giglio bianco, simbolo di purezza. Accanto a lui c’è un libro aperto, posato a terra, simbolo di sapienza e studio delle Sacre Scritture.
Su una nube, sono raffigurate la Vergine Maria, che è seduta con una corona in testa e tiene un globo nella mano sinistra, mentre con la destra indica il cielo. Accanto a lei Gesù Bambino, che guarda verso il santo inginocchiato. Abbiamo poi un angioletto alato che sorregge un cuore infiammato, simbolo dell’amore divino.
Lo sfondo del dipinto è caratterizzato da nubi scure che danno un senso di profondità e drammaticità alla scena. Sulla destra, si intravede un paesaggio con alberi e una costruzione, forse un monastero o una chiesa. Il dipinto è caratterizzato da colori terrosi e una composizione complessa, tipica dell’arte religiosa barocca. La qualità e i dettagli dell’opera suggeriscono che possa essere attribuita a un artista come Francesco Nasini, noto per le sue rappresentazioni di visioni e scene devozionali.
Francesco Nasini operò per la prima volta ad Acquapendente tra il 1640 e il 1645. In questo periodo realizzò uno dei suoi lavori più interessanti: il ciclo ad affresco con le storie di Sant’Antonio nel coro della chiesa di Santa Maria Assunta, poi dedicata a San Francesco.
Nel frontespizio del libro raffigurato in primo piano sulla tela si legge la sigla «F.I.L.A.», significa «Frater Iulius Leonardi Acquipendi».
Opera proveniente dal Convento di San Francesco di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto.
