Le sale del castello di Trevinano

Trevinano castello

Le sale del castello di Trevinano

Nell’anno 1187, al termine di uno dei molti conflitti tra le maestose città di Orvieto e Acquapendente, i destini di Trivinano furono sigillati nel trattato di pace, ove si deliberò che “si rendesse Trivinano ai figli di Sinibaldo Visconte di Campiglia“.

Quella carta sottolineava un ritorno di potere ai Visconti di Campiglia, una famiglia che già prima della guerra del XII secolo reggeva le redini del castello di Trevinano.

Tra i ruderi disseminati su colline circostanti e i toponimi che portavano il marchio di questa casata, emergeva l’ombra di una serie di fortezze erette per difendere il territorio. La residenza principesca, possente e racchiusa tra le mura dell’abitato, corrispondeva alla parte più antica del castello, le cui torri svettavano come sentinelle verso nord-orientale, dominando la vallata sottostante. Protetta dalla muraglia imponente, custodiva la porta nota come del Castello o di S. Lorenzo, varco d’ingresso alle dimore del piccolo borgo di Trevinano.

La stirpe dei Visconti di Campiglia, discendente degli illustri Aldobrandeschi, annoverava fra le sue fila la nobiltà orvietana. Benché orgogliosa della sua discendenza, la famiglia riconosceva la sovranità del Comune di Orvieto sui suoi possedimenti feudali.

Oggi, il castello, intriso di storia e leggende, è nella possidenza del principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, che lo acquisì dalle mani di chi ne fu custode a partire dal lontano 1910.

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