
08 Apr Le stagioni – opere d’arte fiamminga
Il convento di San Francesco era solito ricevere visite e permanenze di artisti che gravitavano sulla via Francigena, cercando accoglienza e riposo presso le sue mura. Testimonianza di questi pittori, spesso anonimi, sono alcune delle opere esposte nella Pinacoteca che è inglobata nell’apparato francescano.
Un esempio lo sono dei quadri rappresentanti le stagioni, che ci danno una chiara visione sullo svolgimento del lavoro e delle giornate nei territori agricoli dell’aquesiano. Una semplice tecnica, con morbidi e tenui colori, rappresentano paesaggi che sembrano reali, immergendoci nella quotidianità rurale.
Differentemente dall’arte sacra, questa arte profana, si propone di rappresentare il realismo quotidiano indagando la natura nella sua mutevolezza e le attività quotidiane dettagliatamente ritratte.
Il paesaggio è minuziosamente raccontato attraverso la natura circostante che cambia al variare delle stagioni, così come le relative scene di vita quotidiana seguono le attività che si svolgono in precisi momenti dell’anno.
La profondità spaziale delle opere permette di cogliere la relazione che si instaura tra natura e soggetto umano celebrando la vita comune di tutti i giorni.
I colori usati restituiscono debitamente la consistenza materica come ad esempio la morbidezza delle vesti espressa in bianco. I colori freddi degli sfondi e delle ombre contrastano con quelli caldi dei personaggi e dei loro vestiti generando un’estrema precisione realistica, quasi fotografica. Caratteristica comune sono i volti allungati delle figure e l’utilizzo del rosso o dei bruni per barbe e capelli.
Artista fiammingo (?), Allegoria dell’Autunno, dell’Inverno e della Primavera, dalle incisioni di Jacopo da Ponte, detto il Bassano, XVIII secolo, Olio su tela, 104 x 143. Provenienza: Convento di San Francesco



I tre dipinti inediti, raffiguranti le allegorie delle stagioni, sono citati con precisione per la prima volta nell’inventario del 1900 dove sono registrati nel refettorio del convento di San Francesco ad Acquapendente, come «tre quadri ad olio rappresentanti tre stagioni», ne vengono enumerati solo tre, documentando la mancanza del quarto dipinto che tradizionalmente avrebbe dovuto completare la sere.
I tre dipinti su tela rappresentano l’autunno, l’inverno e la primavera, manca dunque l’estate e sono opera di un mediocre artista forse nordico che tuttavia dispone come modello di alcune incisioni tratte dalle ‘Allegorie delle stagioni’, dipinti del pittore veneto Jacopo da Ponte detto il Bassan.
I dipinti di Acquapendente riproducono piuttosto fedelmente le figure in primo piano delle incisioni, apportando invece piccoli cambiamenti nei dettagli del paesaggio e nelle proporzioni di alcune figure in secondo piano.
Luisa Caporossi




Da “I dipinti del Museo della città di Acquapendente”, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, Antiquares 2021.
Opere provenienti dal Convento di San Francesco di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto
