Maddalena Penitente e San Gerolamo

Maddalena Penitente e San Gerolamo

Negli inventari del convento di San Francesco sono presenti questi due dipinti e si comprende che la coppia dei santi penitenti, negli anni continuò ad essere conservata insieme, pur essendo stata la Maddalena interpretata in alcuni inventari come una personificazione della ‘Penitenza’.

La prima citazione di San Gerolamo è nell’inventario del 1833 e l’estensore lo colloca in uno dei due dormitori definendolo anche «di qualche preggio» nello stesso luogo si ricordano altri due dipinti, ma senza indicarne il soggetto, quindi non si può escludere che a quella data la Maddalena appartenesse al gruppo del dormitorio.

I dipinti rappresentano i santi penitenti Gerolamo e Maddalena, le misure e la cornice suggeriscono che si tratti di tele connesse tra loro, affiancandole si coglie infatti la relazione compositiva tra i due che ne denuncia l’appartenenza ad un unico progetto decorativo: entrambi i dipinti mostrano le figure stanti, con i tradizionali attributi in disparte a terra, mentre gli oggetti di maggior rilievo nella composizione, un crocifisso e un teschio, sono posti su due colonnine quasi alla stessa altezza in maniera speculare. Così da un lato troviamo il crocifisso verso cui il San Gerolamo si rivolge in devota preghiera e dall’altro un teschio verso cui Maddalena con un’espressione tutt’altro che serena accosta il volto.

Pur dando l’impressione di essere state pensate insieme le due opere non sono opera dello stesso artista: il San Gerolamo dall’anatomia possente rimanda a modi più classici nutriti dell’arte del nord Italia di fine Cinquecento, mentre la Maddalena dal volto piuttosto grottesco sembra essere opera di un artista d’oltralpe.

Maria Maddalena

Ambito di Abrahm Janssens, detto J. Van Nuyssen (?), Maddalena penitente, XVII secolo (prima metà), olio su tela, 185 x 76 cm. Provenienza: Convento di San Francesco.

La composizione del dipinto raffigurante Maddalena è costruita intorno al teschio posto significativamente al fianco del volto contrito della penitente, mentre nell’altra mano la santa tiene la croce. La definizione di ‘Penitenza’ che, come visto ricorre in più punti negli inventari, testimonia che quanto illustrato avesse portato a considerarla più affine ad una allegoria che raffigurazione della santa penitente.

Ambito di Camillo Mariani (?), San Gerolamo penitente, XVII secolo (prima metà), olio su tela, 185 x 76 cm. Provenienza: Convento di San Francesco.

Il dipinto raffigurante San Gerolamo si caratterizza per la possente muscolatura del santo, ai suoi piedi gli attributi che ne consentono l’identificazione e che rimandano agli episodi salienti della sua vita, il cappello cardinalizio e il leone. Come noto il santo vescovo trascorse un lungo periodo da asceta nel deserto della Calcide dove si dedicò anche alla stesura della Vulgata. Nella tela stupisce la posa contorta che assume per rivolgersi in preghiera verso il piccolo crocifisso che si scorge in penombra

RESTAURO

La Maddalena nel 1999 è stata restaurata da Mariano Marziali sotto la direzione della funzionaria della Soprintendenza Egidia Coda, il dato importante è che l’opera a quella data non aveva subito precedenti interventi di restauro. Precedentemente nel 1997 sempre Marziali aveva provveduto al restauro anche del San Gerolamo che presentava uno stato conservativo particolarmente compromesso.

Luisa Caporossi

Da “I dipinti del Museo della città di Acquapendente”, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, Antiquares 2021.

Opere provenienti dal Convento di San Francesco di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto