L’opera di Manolo Mesa nel murale di Acquapendente

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L’opera di Manolo Mesa nel murale di Acquapendente

Entrando ad Acquapendente, prima ancora di orientarsi tra le vie, si incontra uno sguardo.

È quello di Osvaldo, l’aquesiano ritratto da Manolo Mesa conosciuto dall’artista durante il suo soggiorno qui, mentre cercava ispirazione tra le persone e le storie del luogo. In basso, quasi in disparte, c’è anche l’artista stesso, come a ricordare che quest’opera nasce da un incontro reale.

Manolo Mesa - Retrato de Osvaldo

Manolo Mesa che è fra gli artisti più interessanti nel panorama del muralismo spagnolo. Nelle sue opere, traspare il racconto di una realtà malinconica, quasi decadente, dove il senso di abbandono prevale nella rappresentazione di momenti quotidiani.

Qui ad Acquapendente ha raccontato una storia, a nostro avviso, un pò diversa. Forse perchè il lavoro della terra è ancora parte integrante del nostro quotidiano e volti come questo si possono ancora incontrare tra le vie del borgo. E non sono velati di tristezza, ma esprimono grandissima dignità e onore. Manolo è stato a contatto per un pò con alcuni di loro e probabilmente ha carpito questo messaggio.

L’uomo ritratto non guarda chi passa. Il suo sguardo è altrove, come se fosse catturato da qualcosa che accade fuori dalla scena. È proprio questa distanza a creare una tensione silenziosa.

La figura è imponente, ma non ha nulla di monumentale. È un corpo reale, quotidiano. La camicia, il cappello, la pala raccontano una presenza familiare, quasi riconoscibile. Eppure qualcosa sfugge. I contorni non sono mai del tutto stabili, il volto sembra costruirsi e dissolversi nello stesso momento.

Non è solo un ritratto.
È un frammento di città, una presenza che diventa simbolo senza perdere la sua umanità.