Matrimonio mistico di Santa Caterina

Matrimonio mistico di Santa Caterina

Matrimonio mistico di Santa Caterina, XVI secolo (seconda metà), olio su tela, 125 × 103 cm.
Provenienza: Convento di San Francesco

L’iconografia del matrimonio mistico di Caterina d’Alessandria deriva dalla Legenda Aurea (la raccolta medioevale di bibliografie agiografiche scritta da Jacopo da Varazze) in cui si narra della conversione al cristianesimo della figlia del re di Costa. Istruita fin dall’infanzia nelle arti liberali e rimasta orfana ancora in giovane età, rimase insensibile al corteggiamento che in molti le fecero. La storia ricorda una visione mistica in cui ella vide Gesù bambino nelle braccia della Madre che la vincolava a sé con un anello, quale simbolo del loro matrimonio. Da questo momento il suo destino è segnato: rifiutatasi di offrire agli dei un sacrificio durante i festeggiamenti promossi dall’imperatore Massenzio o Massimino Daia, verrà prima sottoposta a processo, poi mandata in carcere e infine torturata e uccisa. Dei primi due episodi posteriori alla sua conversione conserviamo due piccole tele, sempre nelle collezioni francescane che assieme a questa costituivano un piccolo nucleo di storie sulla vita della santa.

Il dipinto, precedentemente al suo restauro effettuato nel 1997 da Mariano Marziali, si presentava in cattivo stato conservativo. Appeso al telaio soltanto nella parte superiore presentava delle consistenti ossidazioni e lacerazioni della tela. Il film pittorico era interessato da ampi strati di polvere, ragnatele e da una vernice ingiallita.  In alcuni punti la pellicola pittorica era sollevata o caduta. La cornice era distaccata negli angoli e tenuta insieme con dei lunghi chiodi; inoltre gocce di cera ricoprivano tutta la parte bassa. L’opera è stata dunque foderata con una tela di canapa e poi una di lino a trama molto fitta per avere una maggior tenuta nelle lacerazioni. Le piccole lacune sono state stuccate con gesso di Bologna e colla di coniglio. La reintegrazione pittorica e stata effettuata con colori ad acquarello e rifinita con colori a vernice.

Bibliografia

Andrea Alessi, da “I dipinti del Museo della città di Acquapendente”, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, Antiquares 2021, pp34-35

Opera proveniente dal Convento di San Francesco di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto