L’opera di Alessandra Carloni nel murale di Acquapendente

L’opera di Alessandra Carloni nel murale di Acquapendente

Un percorso tra i “poggi” della Città e i vicoli più suggestivi dove si fonde arte antica e moderna.

Artisti di fama internazionale hanno dipinto facciate e cortili del centro storico, creando opere dal forte impatto emotivo, spesso di denuncia e ribellione nei confronti di tematiche attuali.

Ci sono immagini che non raccontano subito. Si limitano a restare, in equilibrio.

Alessandra Carloni - Il mondo fiabesco

Nei suoi dipinti si ritrova la lezione del futurismo nel segno frantumato e spesso rigido, nei forti contrasti e nella sovrapposizione dei colori. Secondo una dichiarazione dell’artista, il suo murale trae ispirazione dai Pugnaloni aquesiani.

Sul fondo si riconoscono due presenze che appartengono a tempi diversi, ma che qui si ritrovano nello stesso spazio. Da una parte il castello di Torre Alfina, trasformato nel tempo, reso più elegante, segno di un dominio che è stato anche racconto di gesta e potere. Dall’altra la Torre del Barbarossa, ciò che resta di un castello scomparso, distrutto per volere del popolo ma continua a definire l’identità del luogo.

A unirli, quasi sospesi nell’aria, corre un festone di bandierine gialle e blu. Non è un elemento reale, ma un legame immaginato, che tiene insieme due storie, due epoche, due forme diverse di memoria.

In primo piano, un pellegrino attraversa il paesaggio. Cammina tra il verde, avanza senza fretta, entrando in questo “mondo fiabesco”.  

Sotto, l’acqua scorre in modo volutamente irreale. Non è un fiume, non è un luogo preciso. È un richiamo, quasi una suggestione visiva che traduce in immagine il nome stesso della città.

Tutto è riconoscibile, eppure trasformato.
È un paesaggio reale che si lascia attraversare dalla fantasia, dove la storia diventa racconto e il territorio si apre a una dimensione più sottile, quasi sospesa.

Murale realizzato nel 2016 nella Piazzetta di Via del Rivo