
13 Ott L’opera di Fintan Magee nel murale di Acquapendente
Ci sono murales che si limitano a essere immagini. E poi ce ne sono altri che interrompono il passaggio, costringono a fermarsi, a guardare davvero. Questo è uno di quelli.
Fintan Magee - Drowning While Standing
Di grande impatto è il murale dell’artista australiano Fintan Magee che rappresenta un giovane che sta annegando in piedi, con la testa incastrata in un involucro di plastica.
L’opera, dal titolo Drowning While Standing, è stata ispirata dal ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima (voluto da Donald Trump ma, per fortuna, successivamente annullato da Joe Biden).
Un’immagine claustrofobica che mette l’accento sull’emergenza climatica soprattutto dal punto di vista dei giovani, che si sentono oppressi dalla mancanza di soluzioni all’impellente crisi ambientale.
La figura è colta in un momento sospeso. Le mani si sollevano verso il volto, in un gesto istintivo, quasi di difesa, mentre il corpo resta immobile, bloccato in una posizione innaturale. Non c’è movimento, eppure tutto suggerisce una lotta silenziosa.
Il volto è nascosto, soffocato da un involucro trasparente che diventa il centro visivo dell’opera. È lì che si concentra la tensione: non si vede, ma si percepisce. L’aria manca, lo spazio si restringe.
Intorno, il contesto urbano resta immobile, quasi indifferente. Le case, il cielo, la quotidianità fanno da sfondo a una scena che rompe quell’equilibrio senza bisogno di rumore.
È proprio questo contrasto a rendere l’immagine così potente.
Non c’è acqua, eppure si annega.
Murale realizzato nel 2017 in Via del Poggio
