PACE FEDE E BELLEZZA – seconda puntata

PACE FEDE E BELLEZZA – seconda puntata

Poi, deposte le armi, dimenticando gli odi e i rancori, tutto si trasforma e prorompe irresistibile la bellezza, l’arte, la creatività di un popolo che sa utilizzare ed esaltare i meravigliosi doni copiosamente e generosamente elargiti dalla natura.

Accanto a tutto questo c’è la Fede, poderosa e irresistibile forza che sempre muove gli animi e determina gli eventi. Quella Fede che spinge il popolo a credere nella “miracolosa” fioritura di un ciliegio ormai secco da anni che torna a nuova vita con i suoi candidi fiori svettanti nell’azzurro, come messaggio di sicura benevolenza del Cielo.

e cosa successe? lo racconta pietro paolo biondi - notaio e storico locale

Essendo doi lavoratori a lavorare in una vigna fora della porta di Santa Vittoria, […] apresso la qual vigna era una cappella, dove era una Immagine della Madonna con l’figliolo in braccio, et discorrendo insieme come si fà, sopra tal ribellione, uno disse al altro: tanto può riuscire que- sto, quanto quel ceraso (che era in detta vigna secco di molti anni mostrandolo a dito) fiorisca; et incontinente fiorì, et si riempì tutto di fiori miracolosamente, da che stupefatti vennero dentro la terra, et narrorno tal miracolo, et il popolo tutto vi corse, et lo viddi, et ingenochiandosi avante quella immagine della Madonna fece voto, che, se si liberava da quel tiranno, voleva in perpetuo esser suddito esso, et tutti li loro successori, della Santa Chiesa.

La notte seguente venne in visione ad un beato Alberto da Bertagna heremita, […], che dovesse andare a Roma et narrare il detto miracolo al Papa, che era Alesandro III; et lui v’andò, et li disse non solo il miracolo sucesso, ma anco il voto fatto dal popolo, et questo fu l’anno 1166.

La Communità doppo l’essersi liberata dal tirando e datasi alla Chiesa, capitulò con la Chiesa, et ottenne molti privilegij, fra quali fu che mai si possa dare la detta terra ad alcun principe, barone, o signore, nè in governo nè altrimente, senza il consenzo del consiglio generale di detta terra.

Et di più fece ordine in perpetuo di fare una solenne festa a mezzo Magio, nel tempo che sucesse quel miraculo, con processione, per memoria de la gratia riceuta d’essersi liberata dal tirando e laude de Dio e della Madonna.