Piatto con Drago alato

piatto ceramica

Piatto con Drago alato

Ceramica ingobbiata, XV secolo

Non è solo un piatto. È una scena.

Al centro del cavetto, su un fondo puntinato, compare un drago alato con le fauci aperte nell’atto di lanciare fiamme. Le ali sono spiegate, il corpo è teso, quasi in movimento. Non si tratta di una decorazione semplicemente dipinta: la figura è stata incisa prima della cottura, secondo la tecnica della copertura e decorazione graffita. I segni scavati nella superficie guidano lo smalto, che si raccoglie nei solchi creando ombre, profondità e vibrazioni cromatiche.

I toni sono caldi e intensi: ocra, bruni, verdi morbidi. Lo smalto non è perfettamente uniforme; si notano leggere colature, velature più dense, variazioni di tono che raccontano la mano dell’artigiano e il momento della cottura. L’oggetto conserva così la traccia viva del suo processo di realizzazione.

Una decorazione che parla di simboli

Il drago, nel Medioevo e nel Rinascimento, non era solo una creatura fantastica. Poteva rappresentare forza, potere, protezione, energia vitale. Compariva negli stemmi, nelle decorazioni araldiche e nei motivi ornamentali legati all’identità e al prestigio. Qui domina la scena come protagonista assoluto, trasformando un oggetto in un piccolo racconto visivo.

Le pareti del piatto presentano riquadri con palmette alternate nei colori verde e bruno, mentre la tesa è decorata con una linea a zig-zag intervallata da spirali in ramina e bruno. Il bordo incornicia la figura centrale con un ritmo regolare che bilancia la tensione dinamica del drago.

Sala VII

Un oggetto ornamentale, tra uso e rappresentanza

Si tratta di un piatto da pompa, ovvero un oggetto a funzione prevalentemente ornamentale. Questa tipologia veniva talvolta utilizzata anche per abbellire le case dei nobili, assumendo così un valore scenografico e simbolico oltre che decorativo.

Il reperto proviene dagli scavi di via Cantorrivo ed è uno dei pezzi più significativi della ricca collezione ceramica del Museo della Città.

Prima del restauro era frantumato in più parti. Oggi appare integro, armonioso, compatto. Il lavoro di ricomposizione è quasi impercettibile, ma sotto la superficie continua a vivere la sua storia di rottura e ritorno.