Pinacoteca di San Francesco

Pinacoteca di San Francesco

La Pinacoteca di San Francesco custodisce una delle raccolte artistiche più significative del territorio viterbese. Ultima sezione del Museo della Città ad essere inaugurata (2011), raccoglie una parte consistente delle opere provenienti dal vicino convento dei Frati Minori Conventuali di San Francesco, testimoniando secoli di storia, devozione e produzione artistica locale.

La studiosa Egidia Coda, storica dell’arte e funzionaria della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, ha evidenziato come la quadreria del convento di San Francesco possa vantare oltre quaranta opere che coprono un arco cronologico di circa quattro secoli, dalla fine del Quattrocento alla metà dell’Ottocento. Secondo la studiosa, si tratta di uno dei complessi artistici più cospicui e interessanti per qualità delle singole opere nel territorio viterbese

Originariamente collocata negli ambienti dell’antica sagrestia della chiesa di San Francesco, ricavati negli spazi del chiostro, la collezione è oggi allestita negli ambienti suggestivi dell’antica biblioteca del Palazzo Vescovile, dove dialoga armoniosamente con l’architettura storica.

Tra le opere più rilevanti si segnalano la Madonna con bambino e San Giovannino del Maestro di Marradi, il San Bernardino di Sano di Pietro, e le numerose opere attribuite a Francesco Nasini, attivo – su basi documentarie – nel coro della chiesa di San Francesco in Acquapendente.

Di particolare interesse è la recente identificazione di una replica della Madonna del Divino Amore di Raffaello, realizzata da Terenzio Terenzi da Urbino, detto Rondolino Pesarese, considerato uno dei primi falsari della storia dell’arte. Completano il percorso espositivo numerosi oggetti di arte liturgica, tra cui turiboli, ostensori, calici e reliquiari in argento, databili tra il XVII e il XVIII secolo.

Tutte le opere esposte provengono dal Convento o dalla Chiesa di San Francesco di Acquapendente e sono di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto.