
29 Lug Viaggio di Gregorio XIII
Il nome di questo Papa “Gregorio” non vi ricorda niente? Come si chiama il calendario che usiamo ancor oggi?
E come si chiama il PONTE che tutti percorriamo per andare da Acquapendente verso Siena?
Era il 29 luglio del 1579 quando Gregorio XIII andò in visita alla Madonna della Quercia e passo per Acquapendente. Ma perchè è così importante questa data e il suo passaggio?
Scopriamolo leggendo il suo Diario di Viaggio
VIAGGIO DI GREGORIO XIII ALLA MADONNA DELLA QUERCIA.
Partì da Capodimonte Sua Santità in carrozza con i cardinali, avendo molti giorni prima il signor cardinal Farnese fatto acconciar le strade dai suoi vassalli fin oltre per tutti il territorio di Acquapendente, dalle comunità di Gradoli, delle Grotte e della detta terra, per esservi molti passi cattivi.
Vicino alla terra d’Acquapendente si ritrovò il signor cardinal Simoncelli, che veniva da un castello non molto di qui distante a far reverenza a sua Beatitudine e appresso comparve il signor cardinal Sforza che, nobilissimamente accompagnato, veniva per condurla alla sua Sforzesca. Qui mangiarono e soggiornarono e oltre al signor Jacopo Boncompagni vi erano otto altri cardinali.
Venerdì dopo desinare, Gregorio XIII si avviò verso Acquapendente e all’arrivar che si fece al fiume Paglia, fu ragionato di rifà a quello ponte essendo detto che non è mai anno, che in quel fiume non si anneghino molti passeggeri, et non ostante che questo toccasse alle comunità vicine, Sua Santità promise di contribuire a buona parte della spesa.
Qui licenziò gli altri due cardinali: Sforza e Simoncelli e l’uno tornò alla Sforzesca l’altro a Trevinano.
Il ponte da allora verrà chiamato Gregoriano, che era ubicato poco più avanti (verso Siena) dove era la dogana dell’odierna Centeno e prendeva il nome di Ponte Centino.
Ma la storia dei questo ponte non finisce qui!!!!
FONTE TESTO:
CHIOVELLI, Renzo e ROSSI, Marcello – a cura di
ACQUAPENDENTE E L’ALTO LAZIO
nei diari e nelle testimonianze dei viaggiatori
Comune di Acquapendente – Archivio Storico – Biblioteca Comunale, 2010
FOTO: Fabio Polimadei
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