Il presepe del Mastroianni

Il presepe del Mastroianni

Presepe in terracotta dalla forte impronta scultorea, lontano dal presepe decorativo tradizionale e più vicino a un racconto plastico, quasi arcaico.

Le figure sono disposte in un’unica massa compatta, come se emergessero dalla stessa terra. Non c’è una separazione netta tra personaggi e paesaggio: uomini, animali e ambiente sembrano nascere dallo stesso blocco, suggerendo un’idea di comunità e di origine comune.

I volumi sono robusti, essenziali, con corpi appena sbozzati e volti solo accennati. Le posture parlano più dei dettagli:

Le figure sono chine, raccolte, in atteggiamento di attesa o di protezione.

Gli animali si fondono con il gruppo umano, senza gerarchie.

La scena è orizzontale, come una processione silenziosa, più che una rappresentazione statica.

La superficie è irregolare, segnata da impronte, pieghe, strappi della materia, che catturano la luce e restituiscono una sensazione di movimento e di vita. Il colore naturale della terracotta, caldo e terroso, rafforza il legame con la terra e con una spiritualità sobria, umana, primordiale.

Tecnica di realizzazione

Domenico Mastroianni lavora la terracotta secondo una tecnica fortemente materica e manuale:

Modellazione diretta a mano, senza stampi, con aggiunte successive di argilla

Uso del tutto tondo fuso: le figure non sono pezzi separati assemblati, ma costruite come un unico corpo plastico

Superfici lasciate volutamente non levigate, per conservare la traccia del gesto dell’artista

Cottura che valorizza il colore naturale dell’argilla, senza smaltature coprenti, così che la materia resti protagonista

Questa tecnica richiama una tradizione antica, quasi mediterranea e contadina, in cui la terracotta non è solo materiale ma linguaggio: racconta la povertà, l’essenzialità, la sacralità quotidiana del presepe.

Nel complesso, l’opera non cerca l’ornamento, ma l’emozione profonda, affidata alla forza della forma e della terra stessa. Un presepe che non si guarda soltanto: si sente.