Sala delle Udienze

Salone delle udienze

Sala delle Udienze

Questa è anche detta Sala degli stemmi per il fregio decorativo posto a cornice delle pareti, dove sono disegnati li stemmi di tutti i vescovi che hanno soggiornato nel Palazzo e governato la Città. Inframezzati agli stemmi, ci sono le vedute dei centri che facevano parte del territorio diocesano.

L’affresco è staro realizzato da Alfredo Consoli nel XX secolo (1934).

Fino a che il Palazzo non è diventato Museo, questa era l’unica sala aperta al pubblico.

E’ documentato che nel 1682 le pareti della Sala si presentavano completamente rivestite da una serie di teli da paramento in broccatello, dai colori giallo-rossi e verde-giallo e al centro della stanza, al posto del busto, era collocato un “trono” ossia una sedia regale sormontata da un baldacchino.

In questa stanza sono collocati dipinti su tela di prelati, vescovi e pontefici, che incorniciano il busto marmoreo di papa Innocenzo X Pamphilij. [#HighlightsMuseum altre curiosità su Innocenzo X Pamphilij].

Il busto, in marmo, venne commissionato dal pontefice Innocenzo X Pamphilij (1644-1655) ad Alessandro Algardi (1598-1654) probabilmente nel ’52 per essere collocato al di sopra del portale di accesso alla cattedrale del Santo Sepolcro di Acquapendente. Quando questa nel 1746 subì dei lavori di rifacimento, esso fu spostato nell’ordine superiore della facciata. Nel 1944 l’esplosione di un convoglio di armi tedesco nella piazza antistante provocò danni consistenti all’esterno della chiesa, scheggiandolo. Durante i lavori di restauro (1950) si decise così di sostituire l’originale con un calco, spostandolo all’interno sopra una mensola nel transetto destro. Nel 1979, una seconda copia in gesso venne lasciata nella cattedrale e l’originale ricoverato nel Palazzo Vescovile, dove rappresenta uno dei pezzi più importanti della collezione del Museo della città.

Alcune delle opere esposte in questo ambiente provengono in parte dalla cattedrale del Santo Sepolcro, altre invece si trovavano già nel palazzo e fanno parte delle proprietà della Diocesi.

La collezione comprende anche i ritratti del cardinale Corsini, del cardinale Campanella e di papa Pio VII, opere di Vincenzo Milione (1735 – 1805).