
09 Dic Sala seconda già Camera da letto e poi Sala da pranzo
Questo ambiente era anticamente la camera da letto del vescovo, trasformato a metà del XIX secolo in stanza da pranzo.
La raccolta dei paramenti sacri è costituita da parati risalenti ad un periodo compreso tra i secoli XVII e XX che ben rappresentano, per la varietà delle tipologie tessili, dei ricami e delle loro tecniche esecutive, l’evoluzione dello stile e le numerose trasformazioni del costume avvenute in ambito ecclesiastico.
Da sinistra: la pianeta con stemma del vescovo Nicola Leti (1655 – 1674), la tonacella in seta bianca (XVII) e la pianeta con angeli e puttini (XVIII sec.). Al centro si trova il piviale con stemmi del vescovo Giovan Battista Febei (1683 – 1689), mentre sull’angolo destro si può ammirare la pianeta in seta laminata nera (XIX sec.), esemplare di parato in uso nelle commemorazioni dei defunti.
Seguono la pianeta con stemma di papa Benedetto XIV (1740 – 1758) e la pianeta con stemma del vescovo Gisleno Veneri (1887-1920).









Almeno fino alla fine del XVII, la qualità delle materie prime e della manifattura delle opere tessili sono la testimonianza diretta di una diocesi ricca e operosa ai fini dell’accrescimento dei propri apparati.
I tessuti, sia come strumento indispensabile per proteggersi dalle variazioni climatiche, sia come mezzo per distinguersi, hanno avuto per l’uomo un ruolo primordiale che lo ha accompagnato con manifestazioni diverse che riflettono la varietà della storia e della complessità della vicenda umana, collettiva e individuale.
Pensiamo allo stupore e alla meraviglia che provarono gli abitanti di Acquapendente quando quasi quattro secoli fa, assistettero alla celebrazione liturgica e videro la splendida pianeta in seta verde marezzata del vescovo Nicola Leti, muoversi e riflettere la luce, in un contesto di significati simbolici e di mistero
I paramenti del Museo della Città rappresentano con i loro colori, le loro decorazioni, un mondo giunto fino a noi percorrendo un cammino che è anche quello del potere. Sia in ambito laico che ecclesiastico si era costantemente alla ricerca di suppellettili, oggetti, stemmi, che fossero un chiaro segno verso l’esterno del proprio potere, della propria ricchezza, specialmente in un periodo, come il Seicento, in cui una società fortemente gerarchizzata imponeva livelli molto alti di ostentazione
