San Gerolamo e la Vulgata

San Gerolamo e la Vulgata

La Vulgata è una traduzione della Bibbia in latino, realizzata principalmente da San Girolamo alla fine del IV secolo d.C. Il termine “Vulgata” deriva dal latino “vulgata editio”, che significa “edizione per il popolo”. Questa versione della Bibbia è stata commissionata dalla Chiesa cattolica romana per essere utilizzata come testo ufficiale nelle liturgie e nelle pratiche religiose. La Vulgata è stata la traduzione latina standard della Bibbia per molti secoli ed è ancora ampiamente utilizzata nella Chiesa cattolica oggi.

Quest’opera immensa di traduzione, non l’accolsero tutti con favore. Espresse i suoi dubbi soprattutto Agostino. Questi temeva che la versione, sulla quale si fondavano le versioni latine, perdesse tutta la sua importanza. La Vulgata è resa in un latino elegante che non traduce alla lettera gli originali, ma si preoccupa di renderne il senso.

Nella pinacoteca del Museo della Città di Acquapendente, è esporto un olio su tela raffigurante San Gerolamo mentre guarda con devozione la sua opera.

Conforme alla tradizione letteraria che ne illustra il periodo di solitudine trascorso nel deserto, San Girolamo è raffigurato come un vecchio barbuto e vigoroso, spesso inginocchiato in primo piano e coperto da una semplice tunica azzurra completata dal manto rosso. Il leone è l’animale simbolo del santo. Secondo la leggenda, Gerolamo sarebbe riuscito ad addomesticare un leone che spaventava i frati del convento e cui tolse anche una spina dalla zampa. Il leone è l’allegoria della forza della Chiesa che allevia le sofferenze e rende buono anche l’uomo più feroce.

L’idea di rappresentare il teschio nasce dalla consapevolezza che la vita, così come la morte, resta per gli uomini un mistero.

OPERA IN FOTO: San Girolamo scrivente è un dipinto a olio su tela (112×157 cm) realizzato tra il 1605 ed il 1606 da Michelangelo Merisi da Caravaggio. È conservato nella Galleria Borghese di Roma.