Santa Barbara e Santa Cecilia

Santa Barbara e Santa Cecilia

Negli inventari del convento di San Francesco i dipinti raffiguranti le due sante martiri, Barbara e Cecilia, non sono ricordati con precisione, forse rientrano tra i molti quadri di santi che venivano solo enumerati e non descritti singolarmente.

Di certo i due dipinti provengono dal convento di San Francesco, sono, infatti, opere commissionate da Frate Giulio Leonardi di Acquapendente, come attestano i cartigli con l’acronimo FILA presente su entrambe le tele che rimandano al nome del frate francescano, uomo di cultura e letterato residente nel convento aquesiano di Santa Maria, noto anche come San Francesco perché assegnato all’ordine francescano.

Le due tele raffiguranti Santa Barbara e Santa Cecilia non sembrano tuttavia essere di Francesco Nasini e in proposito va registrata l’opinione di Lise (Lise 1971) che, cogliendo la differente qualità con le opere di Francesco Nasini, suggerì che i due dipinti fossero stati eseguiti dallo stesso frate Giulio Leonardi

I due dipinti da un punto di vista compositivo mostrano di essere collegati tra loro: entrambi presentano, infatti, oltre alla santa con i suoi consueti attributi, un angioletto alle prese con uno degli oggetti tradizionalmente associati alle martiri, così nella tela con Santa Barbara il piccolo prova a sollevare la torre in cui Barbara fu imprigionata dal padre, mentre nel dipinto di Santa Cecilia accompagna col flauto la santa musicista.

Giovanni Paolo Pisani (attribuito), S. Barbara, metà del XVII secolo, olio su tela, 95 x 73 cm. Provenienza: Convento di San Francesco.

La Santa Barbara qualitativamente migliore mostra affinità con un dipinto del pittore Giovan Paolo Pisani (1574-1663).

Il dipinto raffigurante Santa Barbara è molto probabilmente un ritratto come si comprende dai realistici caratteri del volto della donna, segnato dal doppio mento e dalle carnose gote. La martire sembra porgere il fuoco al piccolo angioletto che a sua volta stringe tra le dita il cartiglio con l’iscrizione FILA.

Nasini

Antonio Annibale Nasini (attribuito), S. Cecilia, metà del XVII secolo, olio su tela, 90 x 66 cm. Provenienza: Convento di San Francesco.

Ad un collaboratore della bottega di Francesco Nasini e forse al fratello Antonio Annibale Nasini si può assegnare la Santa Cecilia, meno riuscita dell’opulenta Santa Barbara.

La raffigurazione della santa protettrice della musica sacra come noto ebbe una ampia diffusione dopo il ritrovamento del corpo intatto della fanciulla Cecilia nel 1599 nell’omonima chiesa romana di Trastevere.

Nei dipinti come quello di Acquapendente, che presentano anche l’angelo che la accompagna, la santa non gli rivolge lo sguardo perché Cecilia attraverso la musica si eleva verso il divino.

Il dipinto è stato tagliato, tanto che l’iscrizione FILA in alto è in parte coperta dalla cornice e l’aureola della santa è in parte mancante.

Andrea Alessi

Da “I dipinti del Museo della città di Acquapendente”, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, Antiquares 2021.

Opere provenienti dal Convento di San Francesco di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto