Santa Cecilia

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Santa Cecilia: La musica sacra e il suo animo elevato attribuito ad Antonio Annibale Nasini

Il dipinto di Santa Cecilia, attribuito probabilmente a un collaboratore della bottega di Francesco Nasini o forse al fratello Antonio Annibale Nasini, è rappresentata con un angelo che la accompagna mentre suona il flauto, simbolo della sua vocazione musicale ma non rivolge lo sguardo all’angioletto, poiché attraverso la musica si eleva verso il divino.

Santa Cecilia, protettrice della musica sacra, divenne un’icona diffusa dopo il ritrovamento del suo corpo intatto nella chiesa romana di Trastevere nel 1599.

Il dipinto è stato parzialmente tagliato, con l’iscrizione FILA in alto coperta dalla cornice e l’aureola della santa parzialmente mancante.

Quest’opera è collegata a quella di Santa Barbara e entrambi i dipinti provengono dal convento di San Francesco, commissionati da Frate Giulio Leonardi di Acquapendente. I cartigli con l’acronimo FILA su entrambe le tele rimandano al nome del frate francescano, uomo di cultura e letterato residente nel convento. Santa Cecilia è rappresentata con un angelo che la accompagna mentre suona il flauto, simbolo della sua vocazione musicale.

Opera proveniente dal Convento di San Francesco di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto.