Stemma araldico: l’origine dello “status symbol” di grandi famiglie

Stemma araldico: l’origine dello “status symbol” di grandi famiglie

A chi non è mai capitato di cercare di interpretare i simboli delle grandi famiglie? L’attenzione che ci rubano gli araldi diventa a volte anche un gioco con noi stessi, pronti ad intuire o decifrare il piccolo enigma. Ma a cosa serve lo stemma di una casata, come nasce? Vediamolo insieme.

La sua funzione primaria è quella del riconoscimento.  Si tratta generalmente di uno scudo sul quale simboli e figure vanno oltre il loro significato ovvio e immediato. Esse rappresentano le qualità morali, i possedimenti, o la dignità acquisita, da un ente, da una persona, o da una famiglia. La derivazione è di origine militare, basti pensare all’aquila romana, portata come insegna dalle legioni, e simbolo di potere. Anche nel medioevo vessilli e scudi servivano a contraddistinguere gli eserciti dispiegati, così come sulle armature dei cavalieri o dei condottieri poteva essere raffigurato un segno distintivo e di riconoscimento.

Da qui il passo breve di rappresentare iconicamente il potere delle grandi casate, di grandi signori, che a capo di un esercito si identificavano sotto rappresentazioni di armi, animali, piante e altri oggetti, tesi a ricordare il lignaggio di appartenenza.

Nel tempo, lo stemma resta appannaggio delle nobili famiglie seppur ormai prive di una forza militare e i simboli richiamano ancora le virtù della propria discendenza, in forma più o meno allegorica. Con la scomparsa delle aristocrazie, la diffusione degli stemmi araldici cade spontaneamente in disuso poiché visti strettamente collegati ad un certo prestigio e quindi destinati all’oblio in una società man mano più contemporanea e in grado di superare il concetto di differenza di classe. Ad oggi sopravvivono per lo più in associazioni, come ad esempio la bandiera della Croce Rossa.

In foto: lo stemma della famiglia Pamphilj posto sulla stola di Papa Innocenzo X raffigurante la colomba col ramo d’ulivo nel becco e il giglio. La colomba rappresenta notoriamente la pace e la riconciliazione: già riferimento biblico, fece ritorno a Noè con un ulivo in segno di perdono da parte di Dio verso gli uomini. Il giglio invece rappresenta la purezza e la fierezza d’animo.

E tu, se proprio dovresti fantasticare, perderti nella storia e nell’immaginazione sfarzosa, quale simbolo sceglieresti per le tue qualità?