Storie di Santa Caterina

Storie di Santa Caterina

Gli episodi della vita di Santa Caterina d’Alessandria seguono cronologicamente il suo rifiuto ad abbracciare il paganesimo e furono eseguiti da un artista della seconda metà del Seicento. Tra gli interpreti di quello stile operanti in quest’area geografica figura il figlio di Francesco Nasini, Giuseppe Nicola, che ancora giovanissimo e dopo aver appreso i rudimenti dal padre, venne ospitato presso l’Accademia Granducale delle Arti a Roma.

I due piccoli dipinti costituivano assieme al più antico Matrimonio mistico di Santa Caterina, un nucleo di storie sulla vita della martire in possesso ai frati francescani. La tela qui citata è esposta alla Pinacoteca di San Francesco, le altre due nell’anticamera delle udienze del Palazzo Vescovile.

Giuseppe Nicola Nasini (attribuito), Santa Caterina in carcere riceve la visita dall’imperatrice Faustina, ante 1679, olio su tela (bozzetti), 55 × 72 cm (con cornice). Provenienza: Convento di San Francesco

Giuseppe Nicola Nasini (attribuito), Santa Caterina condannata a morte dall’imperatore, ante 1679, olio su tela, 54 × 73,5 cm (con cornice). Provenienza: Convento di San Francesco

Tra gli interpreti di quello stile operanti in quest’area geografica figura il figlio di Francesco Nasini, Giuseppe Nicola, che ancora giovanissimo e dopo aver appreso i rudimenti dal padre, venne ospitato presso l’Accademia Granducale delle Arti a Roma.

queste due piccole tele con le storie di Caterina d’Alessandria non solo testimoniano l’attività pittorica di Giuseppe Nicola Nasini ad Acquapendente ancora superstite, ma, tenuto conto della discontinuità qualitative e delle molte ingenuità esecutive riscontrate in particolar modo nell’episodio Santa Caterina condannata a morte dall’imperatore, rappresentano anche una delle sue prime prove autonome.

Andrea Alessi

Da “I dipinti del Museo della città di Acquapendente”, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, Antiquares 2021.

Opere provenienti dal Convento di San Francesco di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto