Il supplizio di San Biagio

Nasini

Il supplizio di San Biagio

Il Martirio di San Biagio: Un Capolavoro del XVII Secolo

Questa piccola tela, originariamente parte del ricco corredo dei Frati Minori Conventuali di San Francesco di Acquapendente, è un’opera di grande qualità pittorica, databile al XVII secolo. Raffigura il martirio di San Biagio, vescovo di Sebaste in Armenia.

San Biagio fu medico e vescovo, e il suo martirio avvenne durante le persecuzioni cristiane intorno al 316, nei conflitti tra gli imperatori Costantino e Licino. Fu catturato dai Romani, picchiato, scorticato vivo con pettini di ferro e decapitato per aver rifiutato di rinnegare la fede in Cristo.

San Biagio è venerato sia in Occidente che in Oriente, con un culto diffuso nella Chiesa Cattolica e Ortodossa. Nella sua città natale, Sebaste, è noto per numerosi miracoli, tra cui la guarigione di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Per questo motivo, è ancora oggi invocato per i “mali alla gola”.

Il dipinto, restaurato da Mariano Marziali per l’inaugurazione della pinacoteca di San Francesco nel 2010, ritrae il santo durante il suo crudele supplizio.

La scena è ambientata in un’architettura classica con colonne tortili. Una statua di Apollo su un plinto decorato è posta su un piano rialzato. Nella parte sinistra del fondale, si apre una prospettiva architettonica, mentre sopra di essa, un gruppo di angeli assiste al martirio. Tra questi, un angelo ad ali spiegate raggiunge San Biagio per conferirgli la palma e la corona del martirio.

Opera proveniente dal Convento di San Francesco in Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto.