Il Supplizio di San Biagio

Nasini

Il Supplizio di San Biagio

Bottega di Pietro Sorri (attribuito), Supplizio di San Biagio, prima metà del XVII sec., olio su tela, 130 x 95 cm. Provenienza: Convento di San Francesco

Questa piccola tela (130×95 cm) appartenne anticamente al ricco corredo dei Frati Minori conventuali di San Francesco di Acquapendente nei quali locali del convento è stata schedata. Databile al XVII secolo, raffigura il martirio di San Biagio, vescovo di Sebaste in Armenia.

Poco si conosce della vita di Biagio, e le poche notizie si possono desumere nell’agiografia di Camillo Tutini, che raccolse numerose testimonianze tramandate oralmente. Si sa che fu medico e vescovo e che il suo martirio avvenne durante le persecuzioni dei cristiani, attorno al 316, nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente). Catturato dai Romani, Biagio fu picchiato e scorticato vivo con dei pettini di ferro (quelli che venivano usati per cardare la lana), e decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo. Si tratta di un Santo conosciuto e venerato sia in Occidente, sia in Oriente. Il suo culto è molto diffuso sia nella Chiesa Cattolica che in quella Ortodossa. Nella sua città natale, dove svolse il suo ministero vescovile, si narra che operò numerosi miracoli, tra gli altri si ricorda quello per cui è conosciuto, ossia, la guarigione, avvenuta durante il periodo della sua prigionia, di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Tutt’oggi, infatti, il santo lo si invoca per i “mali alla gola”.

In questa tela, di grande qualità pittorica, restaurata da Mariano Marziali per l’inaugurazione della pinacoteca di San Francesco (2010), sede satellite del museo della città, il santo viene immortalato durante il suo truce supplizio. La scena è ambientata all’interno di un’architettura classica arricchita da colonne tortili. Rialzata rispetto al piano di calpestio è posta una statua di Apollo su di un plinto figurato. Nel registro sinistro del fondale si apre una quinta prospettica; al di sopra, uno stuolo di angeli assistono al martirio del santo. Tra tutti, un angelo ad ali spiegate raggiunge Biagio per conferirgli la palma e la corona del martirio. 

Andrea Alessi

Da “I dipinti del Museo della città di Acquapendente”, a cura di Andrea Alessi e Luisa Caporossi, Antiquares 2021.

Opera proveniente dal Convento di San Francesco di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto