
16 Nov Il suono dell’Orlogione e la Torre dell’Oriolo: una storia lunga secoli
questo poggio è detto del Oriolo, per causa del orilogio che vi sta, ma anticamente era detto del Imperatore, perchè ivi habitava già l’imperatore, che fu padrone di detta Terra, et già li vestigi delle muraglia che sono state trovate sottoterra, mostrano che era fortezza; et è restata d’antichità una torretta dove sta l’orologio. che quando suona è sentito per tutta la terra, che in altro luogo non sirebbe, et anco è sentito di fora, lontano gran pezzo, cioè 6 o 7 miglia fuori.
Così narrava lo storico Pietro Paolo Biondi ne le Croniche di Acquapendente nel 1588.

Secondo la tradizione, tramandata da questa fonte storica, la torre costituirebbe tutto ciò che fu lasciato integro, come monito simbolo, del distrutto castello imperiale che doveva sorgere su quel colle strategicamente dominante. In realtà la sua immagine architettonica odierna, più che all’aspetto di austera struttura fortificatoria che avrebbe dovuto avere ai tempi del Barbarossa, rimanda alle intatte romaniche torri merlate sorte soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento per rievocare simbolicamente la memoria del loro passato medievale.
L’orlogione, come lo chiamano gli aquesiani, scandisce da secoli il tempo della città, suonando i suoi rintocchi anche in questo momento di chiusura, ricordando che il tempo scorre comunque. Sotto la torre il parco pubblico che ha sostituito gli orti e i vigneti di coltivazione ottocentesca. Da questo luogo si gode uno dei più bei panorami della città e del territorio circostante.
FONTE TESTO: Acquapendente nel secolo dei lumi scritti di Chiovelli, Bilancia, Fossati
FONTE FOTO: @ilcogoli
