
21 Nov Trekking naturalistico nelle campagne aquesiane
Sentiero Pulpito del Diavolo – Acquapendente
PARTENZA
Percorso ad anello che parte dalla “Torre Julia de Jacopo” – centro visite della città, percorrendo strade asfaltate (1.4 km), sentieri e strade sterrate (5.4 km) nelle campagne e nei boschi prossimi al centro storico.
LUNGHEZZA TOTALE
Lunghezza 6.8 km, tempo di percorrenza a piedi 3 ore con velocità media di 4 km/h
APPROCCIO
Percorso adatto a piedi.
🌿 Trekking tra città e campagna: un viaggio tra natura, storia e leggenda 🌟
Parti dal cuore di Acquapendente, il Museo della Città, per un’esperienza unica che ti condurrà tra i paesaggi incantevoli delle campagne circostanti e l’atmosfera senza tempo del borgo.
Il percorso ad anello è pensato per farti scoprire i tesori del territorio, con una speciale deviazione verso il suggestivo Piedino della Madonna, un luogo legato a una leggenda affascinante e molto caro agli aquesiani.
Per i più avventurosi, consigliamo di proseguire lungo l’itinerario esteso che conduce al Pulpito del Diavolo, una zona magica e panoramica da cui ammirare tutta la bellezza di questo angolo di mondo.
Rientrando nel borgo, lasciati incantare dalle sue vie intrise di storia, che hanno accolto le orme di figure illustri come San Rocco, San Bernardino e San Francesco d’Assisi. Ammira le opere degli artisti contemporanei che hanno trasformato alcune facciate in un’esplosione di colori e creatività.
La mappa del percorso è disponibile al Museo della Città o consultabile sul nostro sito web.
🌟 Acquapendente ti aspetta per vivere un’esperienza indimenticabile, dove ogni passo racconta una storia e ogni angolo regala emozioni. 🥾✨








la legenda del pulpito del diavolo
Tra le tante leggende raccolte dal maestro Mario Catone, quella del Pulpito del Diavolo è una delle più affascinanti, intrecciata ai misteri di Carleccole, una contrada immersa nella natura rigogliosa della zona dell’Acquaviva di Acquapendente. Carleccole, un tempo difficile da raggiungere, è oggi collegata da strade più accessibili, ma conserva ancora il fascino incontaminato di un luogo dove la natura domina incontrastata. Tra massi imponenti, boschi ricchi di castagni e sorgenti nascoste, sembra davvero di trovarsi in un angolo di paradiso.
Proprio qui, tra i sentieri e le pietre che si ergono come castelli, si trovava il Pulpito del Diavolo, una gigantesca pietra liscia e appuntita. La leggenda racconta che, nelle notti di luna piena, il Diavolo vi si sedeva circondato dai suoi demoni, impartendo ordini per catturare le anime dei malcapitati. Nessuno osava scalarla: si diceva che chi ci fosse riuscito sarebbe morto e che la pietra stessa sarebbe crollata, punendo il suo violatore.
Ma un giovane del posto, Gino, decise di sfidare quella superstizione. Con l’aiuto di una corda, riuscì a raggiungere la cima del Pulpito, ridendo delle antiche storie. “Non c’è niente lassù,” disse poi, “solo il piacere di aver superato una paura inutile.” Eppure, poco tempo dopo, Gino morì in circostanze tragiche. Lo stesso giorno, un contadino nei pressi della pietra sentì un boato: il poderoso Pulpito del Diavolo, che aveva resistito per millenni, era crollato come un fragile castello di carte.
Questa zona, oggi, è un luogo che invita a essere esplorato. Nonostante le sue leggende intrise di paura, è una terra che racchiude bellezza e mistero, perfetta per chi vuole immergersi nella natura e lasciarsi affascinare dalle storie di un tempo. Le leggende, dopotutto, sono fatte per spaventare, ma i luoghi che le ispirano meritano di essere vissuti.

la legenda del Piedino della madonna
Un’altra legenda che Mario Catone ha raccolto nel suo instancabile lavoro di custode delle leggende locali, quella del Piedino della Madonna è una delle più dolci e suggestive, radicata nel cuore della natura incontaminata che circonda il nostro paese.
La località del Piedino, situata nei boschi selvaggi della zona dell’Acquaviva, è un angolo di paradiso. Castagni secolari e agrifogli abbracciano i sentieri, mentre in primavera il sottobosco si trasforma in un tappeto di anemoni e ciclamini. Un luogo che sembra sospeso nel tempo, dove il silenzio è rotto solo dal fruscio delle foglie e dal canto degli uccelli. Raggiungerlo oggi è facile, grazie a un vecchio tratturo che, un tempo impervio e accidentato, è stato trasformato in una strada più agevole. Ma la magia del Piedino non sta solo nella sua bellezza: è la leggenda legata a una pietra che custodisce il mistero.
Lungo il sentiero si trova una piccola roccia, che reca l’impronta delicata di un piede di donna. La fantasia popolare ha voluto vedere in quell’orma il tocco della Madonna. Secondo la leggenda, durante il buio Medioevo, la Vergine Maria, impietosita dalla miseria degli abitanti del luogo, scese dal Paradiso per benedirli. Nella sua discesa si fermò nella selvaggia bellezza dell’Acquaviva e lasciò lì la sua impronta, un segno di protezione e speranza. Si narra che, finché l’orma resterà intatta, il paese sarà al sicuro da ogni male e vivrà sotto la benedizione della Madonna.
Un tempo, questa era la via obbligata per i coloni che si recavano nei vigneti con muli carichi d’uva. Ogni passante si fermava davanti alla pietra: lasciava un fiore di campo, faceva il segno della croce e mormorava una breve preghiera. Anche chi non credeva nelle leggende, forse suggestionato dal luogo e dalla tradizione, si chinava a rendere omaggio.
Oggi, la pietra è ancora lì, intatta, a ricordare la forza di una fede antica e la dolcezza di un legame profondo con la natura e le proprie radici.
Le legende, è vero, sono spesso create per spaventare o meravigliare, ma il Piedino non è un monito: è un invito. È un luogo da visitare, da vivere con rispetto e amore, per riscoprire una parte di noi stessi che la modernità ha spesso messo da parte. E quando sarete lì, circondati da quel bosco intriso di storia e di bellezza, sentirete nascere nel cuore una dolcezza nuova, la stessa che ha aiutato i nostri antenati ad affrontare i giorni più difficili con speranza e forza.





