Il Teatro del Vescovo Bernardi

Il Teatro del Vescovo Bernardi

Quella che vedere in foto, è una parte dell’affresco trovato in una delle pareti della nuova sala adibita adesso a Pinacoteca, nel ‘700, questo spazio era utilizzato come Teatro privato.

Il ‘700 vide il sorgere di teatri come edifici autonomi nelle più importanti città italiane e fu anche l’epoca della riforma della scena teatrale, puntando al recupero della centralità del testo ed esaltando la funzione pedagogica del teatro.

Ad Acquapendente il vescovo Bernardi aveva provveduto di dotare il suo episcopio di una sala in cui recitare, allestita nei locali dove adesso è esposta la Pinacoteca San Francesco. Tale spazio aveva già questo uso nei decenni precedenti con il vescovo Bernardo Bernardi.

Il Bardini vi fece però rappresentare delle commedie in cui recitavano “anche le femmine vestite da uomo“, cosa che fu oggetto di accuse nel processo romano a suo carico. In particolare proprio perchè aveva, secondo l’accusa, permesso “l’ingresso ad ogni sorta di persone e che avrebbe assistito stando in mezzo delle donne, ridendo e burlando“.

Tutte cose smentite dal Bardini che afferma invece che venivano a vedere gli spettacoli “le donne principali del paese di quelli che recitavano, che erano tutti ecclesiastici, facendo stare le donne separate dagli uomini ed egli, insieme ai canonici, rimaneva in fondo alla sala“.  Inoltre non vi poteva essere scandalo, perchè le commedie rappresentate erano spirituali ed era una pratica che veniva usata anche a Roma nei seminari, dove si rappresentavano commedie profane e dove intervenivano le donne, senza essere separate dagli uomini.

Questo in figura è lo stemma di Clemente Maria Bardini XIV vescovo di Acquapendente (1763-1790), rappresentato nell’affresco della Sala delle udienze del Palazzo Vescovile.

FONTE TESTO: Acquapendente nel secolo dei lumi, scritti di Renzo Chiovelli, Fernando Bilancia, Pier Maria Fossati. Quaderni dell’archivio storico comunale 2021.