
06 Lug La croce d’altare
Dentro la suggestiva Cappella del Palazzo Vescovile, uno splendido crocifisso del XVIII secolo ha riacquistato la sua magnificenza grazie a un attento intervento di restauro svolto nel 2016.
La croce d’altare, un capolavoro di legno scolpito e dorato, è stata oggetto di un lavoro di reintegrazione a pennello. Le tecniche utilizzate includono anche la doratura e la mecca su foglia d’argento.
Particolare attenzione è stata dedicata alla riconoscibilità dell’intervento, evidenziata attraverso diverse modalità di trattamento delle superfici metalliche, tra cui il tratteggio ad incisione e il puntinato cromatico.
Fasi di restauro
Pervenuto in museo in discreto stato conservativo, il manufatto è stato restaurato per l’occasione dal laboratorio interno coordinato da Roberta Sugaroni.
Verificato il grado di adesione della struttura e proceduto al consolidamento di alcune parti e al fissaggio di alcuni sollevamenti superficiali, sono state eseguite
la pulitura, la stuccatura delle lacune e la loro reintegrazione a tono, secondo la tecnica mimetica. L’opera, fortemente aggredita dagli anobidi, è stata
preventivamente trattata con antitarlo.
Un esempio di come la maestria artigianale e l’amore per l’arte possano preservare e ravvivare il patrimonio storico e artistico.
Opera proveniente dal Palazzo Vescovile di Acquapendente di proprietà del Fondo Edifici di culto- Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo edifici di Culto.
